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Gli orari più richiesti per chi lavora nelle consegne: come organizzarsi per guadagnare di più

📅 22 Agosto 2026✍️ di Loretta Selvi⏱️ 3 min di lettura

Il lavoro nelle consegne ha ritmi ben precisi. Chi sa quando lavorare guadagna di più. Le fasce 11-14 e 18-21 concentrano il grosso degli ordini. La mattina presto e il tardo pomeriggio sono i momenti con meno competizione. Scegliere gli orari giusti può aumentare i guadagni del 30-40% rispetto a chi lavora a caso.

Gli orari di punta: dove si concentra la domanda

La pausa pranzo è il momento d’oro. Tra le 11 e le 14, la richiesta di consegne è massima. Ristoranti, uffici, famiglie che pranzano a casa: tutti ordinano contemporaneamente. In questi orari le app di delivery sono saturi di richieste.

La sera, dalle 18 alle 21, rappresenta il secondo picco. Gente che torna dal lavoro, cene in famiglia, ordini per la serata. Durante i fine settimana questi orari si dilatano ancora.

Il Decreto legislativo che regola il lavoro nei servizi di consegna non obbliga a orari fissi. Proprio per questo, chi conosce i pattern di richiesta vince. Piattaforme come Deliveroo e Just Eat mostrano in tempo reale dove serve più personale.

Le zone grigie: il vantaggio competitivo

Le province meno servite pagano meglio. A Parma, dove abbiamo avviato l’attività di mia figlia con prodotti biologici, le consegne nei paesi attorno al capoluogo hanno tariffe più alte. Meno corrieri, più richieste inevase.

La mattina presto, dalle 7 alle 10, è il momento ideale nelle zone periferiche. I locali aprono, le persone ordinano colazioni, i negozi ricevono forniture. Nessuno lavora in queste ore. Chi c’è, lavora senza competizione.

Le zone rurali hanno picchi diversi dalle città. Una frazione ha bisogno di consegne sparse nella giornata, non concentrate. Chi offre disponibilità negli orari “vuoti” diventa indispensabile.

Organizzarsi per massimizzare i guadagni

Il primo passo è tracciare gli ordini della propria zona per due settimane. Quali orari hanno più richieste? Dove le tariffe sono più alte? Cosa ordinano le persone in momenti specifici?

La domenica a pranzo nelle province di provincia è un momento sottovalutato. Meno rider, più ordini dai bar e dalle trattorie. Lo stesso vale per le feste comandate, quando il delivery cittadino si prende pausa e la provincia si ritrova scoperta.

Un corriere intelligente lavora 4-5 ore nei picchi e integra con fasce secondarie meno sature. Tre ore tra le 11 e le 14, due ore tra le 18 e le 21, più due ore nei momenti off-peak quando nessun altro è disponibile.

L’affidabilità in orari insoliti aumenta il rating. Piattaforme, clienti e ristoranti premiano chi accetta ordini alle 6 del mattino o a mezzanotte. Il guadagno sale perché la domanda rimane costante ma l’offerta è rara.

I numeri reali della provincia

Un corriere che lavora solo nei picchi guadagna 12-15 euro l’ora di lavoro effettivo. Chi lavora dalle 7 alle 10 e dalle 15 alle 18, negli orari secondari, guadagna 10-11 euro l’ora ma con meno stress e meno rischi di sinistri.

La combinazione ottimale è diversa per ogni zona. In provincia sono stato spesso con mia figlia durante il lancio: città medie come Parma premiano chi copre orari larghissimi. Una città piccola premia chi conosce ogni ricevente e accetta ordini non redditizi ma utili per il lungo termine.

La chiave è non inseguire i numeri ma capire il flusso locale. Le piattaforme danno bonus per disponibilità in orari specifici. Una mezzora di lavoro dalle 22 alle 23 può valere il doppio se la piattaforma promuove la consegna notturna.

Chi lavora nelle consegne deve ragionare come imprenditore di se stesso. Non è solo questione di quante ore si lavora, ma di quali ore. Gli orari giusti, nella zona giusta, con il servizio giusto, trasformano il delivery da lavoro saltuario a reddito consistente.

Loretta Selvi

Loretta Selvi arriva dal mondo della gestione di magazzino e si è avvicinata ai servizi di consegna per aiutare la figlia nell’avvio di un’attività di delivery di prodotti biologici in provincia di Parma. Scrive di dinamiche familiari e opportunità nelle zone meno servite dalle grandi piattaforme.

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