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Posso lavorare come rider durante la maternità? Tutte le tutele previste che devi conoscere

📅 10 Agosto 2026✍️ di Nicola Viganò⏱️ 5 min di lettura

La gravidanza è un momento straordinario nella vita di una donna, ma anche una fase delicata che richiede protezioni specifiche dal punto di vista lavorativo. Se sei una rider incinta, probabilmente ti stai chiedendo se è possibile continuare a lavorare, quali diritti hai e come tutelarti. Sono Nicola Viganò, e dopo sette anni sulle strade di Milano come rider, ho visto molte colleghe affrontare questa situazione. In questo articolo ti spiego tutto quello che devi sapere sulle tutele legali durante la maternità nel settore del delivery.

Posso continuare a lavorare come rider durante la gravidanza?

Sì, puoi continuare a lavorare durante la gravidanza, ma con vincoli importanti. La legge italiana non vieta il lavoro in gravidanza, tuttavia impone limitazioni significative sulle mansioni che puoi svolgere. Il datore di lavoro, o la piattaforma in questo caso, è obbligato a valutare i rischi specifici della tua attività e a garantire che non compromettano la tua salute o quella del bambino.

Nel settore del delivery, il lavoro di rider implica movimentazione di carichi, sforzi fisici continui, esposizione alle intemperie e stress dovuto ai tempi stretti di consegna. Tutti questi fattori devono essere considerati nel contesto della gravidanza. Se il tuo medico dichiara che il lavoro rappresenta un rischio, puoi essere assegnata a mansioni diverse o, se impossibile, puoi accedere all’Congedo per gravidanza|astensione dal lavoro anticipata.

Quali sono i diritti delle rider in gravidanza secondo la legge?

La legislazione italiana prevede protezioni molto specifiche per le lavoratrici in gravidanza, indipendentemente dal tipo di contratto. La normativa principale è il Decreto Legislativo 151/2001|Testo Unico sulla Maternità, che stabilisce diritti fondamentali. Innanzitutto, il tuo datore di lavoro non può licenziarti durante la gravidanza e fino a un anno dopo il parto: è discriminazione illegale.

Hai diritto a due giorni al mese di riposo retribuito durante la gravidanza, da fruire come preferisci. Dal momento del parto, entri in congedo obbligatorio per due mesi, durante il quale percepisci l’80% dello stipendio medio. Dopo questo periodo, puoi scegliere di prendere il congedo parentale facoltativo, fino a tre anni di vita del bambino, anche se con compense ridotte rispetto al congedo obbligatorio.

Un aspetto cruciale: la tua iscrizione all’INPS e la regolarità contributiva sono fondamentali. Se lavori come rider tramite una piattaforma, verifica che la società versi effettivamente i contributi. Questo è essenziale per accedere a tutte le prestazioni di maternità.

Come faccio a comunicare la gravidanza al mio datore di lavoro?

La comunicazione della gravidanza non è obbligatoria per legge, ma è strategicamente importante farla per garantirti le protezioni previste. Devi inviare una comunicazione formale, possibilmente via email con ricevuta di lettura, allegando il certificato medico che attesta la gravidanza. In questo documento, dichiara la data presunta del parto e la tua intenzione di continuare a lavorare o di accedere ai congedi.

Conserva copia di tutto. Le piattaforme di delivery spesso operano in zone grigie, e avere documentazione scritta è fondamentale. Richiedi esplicitamente una risposta sulla valutazione dei rischi e sulle misure che verranno adottate per proteggere te e il tuo bambino. Se la piattaforma non risponde o ti nega le tutele, puoi rivolgerti all’Ispettorato del Lavoro territoriale.

Mi possono ridurre le ore di lavoro durante la gravidanza?

Non è una riduzione imposta, ma una possibilità negoziabile. Se continui a lavorare in gravidanza, la piattaforma dovrebbe già aver ridotto naturalmente i carichi e gli sforzi assegnandoti mansioni diverse. Se questo non avviene, puoi richiedere formalmente una riduzione d’orario, anche se la legge non la garantisce automaticamente per il settore del delivery.

Quello che è garantito, invece, è il diritto ai permessi per visite mediche e controlli prenatali. Deve essere retribuito e la piattaforma non può penalizzarti per averlo usufruito. Se sei autonoma come molte rider, il consiglio pratico è di organizzare il tuo calendario di lavoro in modo autonomo, riducendo proattivamente le consegne nei mesi più avanzati della gravidanza.

Che cos’è l’astensione anticipata dal lavoro?

Se la gravidanza presenta complicazioni o se il tuo medico certifica che continuare a lavorare comporta rischi significativi, hai diritto all’astensione dal lavoro anticipata. Questa è una protezione speciale che ti permette di smettere di lavorare prima della scadenza dei due mesi pre-parto previsti dalla norma. Devi ottenere una certificazione dal tuo ginecologo o dal medico di base, specificando il rischio clinico.

Questa certificazione va presentata all’INPS insieme a una richiesta formale alla piattaforma. Durante il periodo di astensione anticipata, percepisci l’80% dello stipendio medio. I contributi continuano a versarsi normalmente, quindi il tuo diritto pensionistico non viene compromesso.

Cosa accade al mio rapporto di lavoro dopo il parto?

Dopo il congedo obbligatorio di due mesi, hai due scelte principali. La prima è tornare a lavorare nel tuo ruolo di rider. La seconda è usufruire del congedo parentale facoltativo, che può durare fino a tre anni dalla nascita del bambino. Durante il congedo parentale, ricevi una quota ridotta dello stipendio, generalmente il 30% per i primi sei mesi e il 20% dopo, ma solo se rientri entro certi limiti di reddito.

È importante sapere che il datore non può obbligarti a tornare in una mansione più rischiosa di quella svolta prima della maternità. Se durante l’assenza modificano le tue condizioni lavorative negativamente, puoi impugnare questa decisione. Mantieni sempre contatti documentati con la piattaforma durante il congedo per verificare questa continuità.

Domande rapide e risposte veloci

Se sono in prova, posso essere licenziata? No, il licenziamento è vietato anche durante il periodo di prova una volta comunicata la gravidanza.

Mi possono richiedere test di gravidanza prima di assegnarmi consegne? Assolutamente no, è discriminazione illegale e viola la privacy.

Chi paga lo stipendio durante il congedo obbligatorio? L’INPS copre l’80% per conto tuo; il datore deve pagare il 20%.

Ho diritto a denaro extra per la maternità? Dipende dal tuo contratto e dalla situazione. Consulta il tuo sindacato o un patronato.

Posso allattare durante le pause di lavoro? Sì, hai diritto a due ore retribuite al giorno per l’allattamento fino al primo anno del bambino.

Nicola Viganò

Nicola Viganò ha iniziato la propria carriera come rider per diverse piattaforme di delivery milanesi, accumulando oltre sette anni di esperienza sulle strade. Si è specializzato nell'organizzazione di turni e nel supporto ai nuovi arrivati, condividendo consigli pratici e storie del mestiere con passione e realismo.

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